La bozza del Decreto Rilancio: bonus per turismo e cultura

Il Governo si prepara a varare il Decreto che inizialmente si sarebbe dovuto chiamare aprile, poi maggio e che ora prende il nome di Decreto Rilancio. Sarà un sostegno diretto all’economia, con 55 miliardi di euro ricavati per affrontare la Fase 2 dell’emergenza coronavirus. I ritardi nell’emanazione del piano sarebbero dovuti ai noti contrasti interni nella maggioranza di governo, ma anche dalle mancate decisioni europee. Ieri il famoso MES è stato approvato e non prevederà nessun tipo di condizionalità per gli Stati che decideranno di approfittarne, se non quello di utilizzarlo per spese sanitarie, dirette e indirette. Il tasso d’interesse sarà dello 0,1%, praticamente nulla, e l’ammontare per ogni paese corrisponderà al 2% del PIL nazionale, in Italia circa 37 miliardi di euro. Dovrà essere restituito in 10 anni. Conte continua a ritenerlo uno strumento insufficiente, ma non è da escludere che, anche con l’approvazione del recovery fund, l’Italia non opti per entrambe le soluzioni.

La bozza del Decreto Rilancio

Al di là delle sovvenzioni europee, nelle bozza di quasi 1000 pagine del Decreto Rilancio ci sono molte indicazioni di quelli che saranno gli interventi dell’esecutivo. Iniziamo col dire che si cercherà di rendere più fluidi i prestiti per la liquidità alle imprese, con una stretta sui reati e l’arrivo dell’autocertificazione. E ancora, nella bozza spuntano anche due norme di condono edilizio, pensate per le regioni del Sud – per immobili già realizzati che però non contrastano con i piani regionali – ma anche la proposta di fondi per il trasporto pubblico ecologico per favorire autobus elettrici. Per i trasporti si prevede anche il rimborso degli abbonamenti dell’autobus e del treno per i pendolari durante il periodo di lockdown.

Bonus per turismo e cultura

Occhio di riguardo poi ai settori maggiormente colpiti dall’emergenza coronavirus, con sovvenzioni agli imprenditori operanti nel settore della ristorazione, del turismo e della cultura.

Dovrebbero essere dei bonus che tutte queste imprese, e non solo, potranno utilizzare. Previsti inoltre fondi per aiutare libreriemusei e fiere e un cospicuo sostegno alla sanità (si parla di uno stanziamento fino a 3 miliardi) alla sanità locale.

Bonus per baby sitter e smart working

Nella bozza spazio anche per gli ecobonus per gli interventi di efficienza energetica degli immobili, che viene ipotizzato al 120% (era questa la percentuale iniziale che però sarebbe poi scesa al 110%), con il meccanismo di cessione del credito alla ditta, ma anche il bonus baby sitter e centri estivi a 1.200 euro (2.000 per i medici impegnati nella battaglia Covid) e il tax credit di 500 euro per le vacanze delle famiglie a reddito medio basso (300 per quelle composte da due persone, 150 per i single), da utilizzare al 90% come sconto e al 10% come predisposto.

E poi: incentivi per lo smart working dei lavoratori con figli piccoli, contributi per l’acquisto di personal computer e uno sconto del 70% sul costo di acquisto delle bici fino ad un massimo di 500 euro.

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